Professional day, le proposte per lo sviluppo del Paese
Anche i commercialisti hanno presentato le loro idee: elevazione a norma di rango costituzionale dello Statuto del contribuente, revisione legale come valore aggiunto fiscale per le imprese ed istituzione di una figura di magistrato tributario

E’ stato un successo il “Professional day”, la giornata delle professioni, organizzato da Cup (Comitato unitario permanente degli Ordini e Collegi professionali), Pat (Professioni area tecnica), Adepp (Associazione delle Casse di previdenza dei professionisti) e dalle altre componenti del mondo ordinistico, svoltosi oggi a Roma presso l’Auditorium in via della Conciliazione con collegamenti da 140 sedi su tutto il territorio nazionale.

In un momento in cui gli interventi legislativi stanno cercando di riformare il sistema nazionale delle professioni ordinistiche,  i presidenti dei 27 Ordini e Collegi nazionali - dai commercialisti ai notai, dai consulenti del lavoro agli ingegneri, dagli architetti ai medici - hanno presentato le loro proposte per lo sviluppo del Paese, rispedendo al mittente le etichette di casta e lobby che più di qualcuno gli ha attribuito e rivendicando il ruolo e l’impegno sociale a fianco dei cittadini.

Le proposte dei commercialisti per lo sviluppo del Paese riguardano lo Statuto del contribuente, la revisione legale come valore aggiunto fiscale per le imprese e il rapporto tra il fisco ed il contribuente.

“Con la prima proposta - ha affermato Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili - offriamo al Paese un progetto di legge finalizzato all'aggiornamento e, soprattutto, alla elevazione a norma di rango costituzionale dello Statuto del contribuente. Con il secondo suggerimento, proponiamo che almeno per i contribuenti soggetti a revisione legale deve valere, in caso di instaurazione di un contenzioso fiscale, la presunzione di correttezza formale e sostanziale di quanto dichiarato tale per cui, fino alla sentenza di primo grado, l'esecutività degli accertamenti deve rimanere sospesa. La terza proposta, infine, riguarda un serio intervento in materia di giustizia tributaria per dar vita, sul fronte del rafforzamento delle competenze delle commissioni tributarie, ad una figura di magistrato tributario professionale e specialistica, con percorsi di accesso che valorizzino conoscenze multidisciplinari in ambito giuridico ed economico e garantiscano una composizione delle commissioni giudicanti adeguatamente miscelata tra giudici di estrazione giuridica e giudici di estrazione economico-contabile”.

Sugli interventi legislativi che stanno cercando di riformare il sistema nazionale delle professioni ordinistiche, e più precisamente sulle società tra professionisti, è intervenuto Andrea Bonechi, consigliere delegato alla Riforma delle professioni del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

“La prevalenza del lavoro professionale ed il tetto al capitale fissato al 33% - ha detto Bonechi - sono un segnale importante perché vuol dire che la politica ha ascoltato il grido di dolore dei professionisti, ma aprono le porte ad successivo e necessario intervento. Infatti, auspichiamo una ulteriore fase in cui la norma sia rivista per correggerne le storture”.

Durante il convegno è andata in onda un’intervista al ministro della Giustizia, Paola Severino, realizzata da Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro.

“Le professioni - ha affermato il ministro della Giustizia - hanno un enorme valore sociale in quanto sono chiamate a tutelare gli interessi dei singoli e della collettività, sono rilevanti per le imprese ed il sistema della Pubblica amministrazione. Il professionista deve essere preparato, mantenere uno standard elevato di consulenza, diventare uno dei motori propulsori dell’economia. Allestiremo tavoli di confronto e di consultazione con i professionisti per costruire la spina dei nuovi ordinamenti che devono guardare al futuro e all’Europa”.

Quasi un richiamo a quella Europa ingrediente fondamentale della ricetta per uscire dalla crisi e preparare il futuro che i commercialisti presenteranno a Bari il prossimo ottobre durante il terzo congresso nazionale di categoria dal titolo “Preparare il domani. Crescita, sviluppo, Europa”.

La Severino è poi intervenuta in tema di tariffe e di società tra professionisti, affermando di voler “riempire il vuoto che si è venuto a creare con l’abolizione delle tariffe” e “mantenere una maggioranza qualificata del socio professionista”, attendendosi dai professionisti “un contributo fondamentale nella elaborazione del modello di governance” di queste società.

Sul ruolo sociale dei professionisti e sulla sussidiarietà di alcune funzioni pubbliche, come  nella giustizia civile e nel lavoro, è intervenuta Marina Calderone, presidente del Cup e dell’Ordine dei consulenti del lavoro.

“Il tema centrale di oggi - ha detto la Calderone - non è solo il futuro della riforma delle professioni, ma anche l’impegno sociale dei professionisti, la loro capacità di mettersi ancora una volta in gioco e far sentire la loro voce in termini di proposte. Il nostro è un contributo fattivo allo Stato e alla Pubblica amministrazione. Tutto connaturato al desiderio di salute e di sicurezza dei cittadini. La vera vittoria dei professionisti, però, ci sarà solo quando non verremo più considerati una casta o una lobby e saremo apprezzati per il servizio che forniamo al Paese. E a chi identifica la casta con l’immobilismo rispondiamo con la vitalità del nostro mondo dove il 50% degli iscritti ha meno di 40 anni”.

La manifestazione si è conclusa con una tavola rotonda sulla previdenza dei professionisti a cui hanno partecipato gli esponenti di alcune casse previdenziali e dalla quale è emerso uno scenario a tinte fosche, caratterizzato da un futuro incerto soprattutto per i più giovani.

Per questo motivo, il tema dei giovani è stato affrontato dai presidenti di tutti gli Ordini e i Collegi non solo per quanto riguarda la pensione, ma soprattutto per l’entrata nel mondo del lavoro che per centinaia di professionisti diventa ogni anno più difficile e faticosa.

“I giovani professionisti - ha affermato Andrea Camporese, presidente dell’Adepp - soffrono come tutti gli altri giovani perché faticano ad entrare nel mondo del lavoro. E per chi ci riesce la prospettiva è quella di guadagnare mediamente 26mila euro l’anno con il concreto rischio di non riuscire a costruirsi una previdenza seria e sufficiente”.

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