Per una vera mediazione serve terzietà
Per il presidente dei commercialisti, Siciliotti, più che sul nuovo istituto sarebbe meglio puntare su un rafforzamento della giustizia tributaria o su una mediazione con un mediatore terzo rispetto alle parti

Nell’istante in cui il ruolo di mediatore è affidato ad un altro ufficio della medesima pubblica amministrazione che è anche controparte del contribuente nel procedimento, più che di mediazione tributaria sarebbe corretto parlare di reclamo amministrativo obbligatorio per poter poi adire le commissioni tributarie provinciali”.

Queste le perplessità di Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili sul nuovo istituto presentato dall’Agenzia delle entrate, la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1 aprile 2012.

“Non siamo contrari a priori a questa innovazione e concordiamo con l’Agenzia delle entrate sulla necessità di mettere le commissioni tributarie provinciali nelle condizioni di poter svolgere più celermente il proprio lavoro – precisa Siciliotti – Restiamo però convinti che questo obiettivo vada perseguito potenziando la giustizia tributaria, oppure introducendo una vera mediazione tributaria con un mediatore terzo rispetto alle parti”.

Anche sui numeri degli esiti del contenzioso tributario, i commercialisti italiani avanzano  alcune puntualizzazioni. Il comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate afferma infatti che, nel 2011, “Il numero delle controversie vinte da parte dell’Agenzia delle Entrate rimane stabile, attestandosi al 61,4%, mentre aumenta l’indice di vittoria per valore, che raggiunge il 73,5% (rispetto al 70,3% del 2010)”. In realtà, sottolineano i commercialisti, “sulla base di quanto emerge dalle statistiche ufficiali del MEF (ad oggi diramate in via ufficiale solo per i dati fino all’anno 2010) queste percentuali accorperebbero sia gli esiti favorevoli all’Agenzia delle entrate che i giudizi intermedi (ossia con esito parzialmente favorevole anche al contribuente) e i contenziosi estinti”.

Per il MEF sul 2010 gli esiti favorevoli ai contribuenti sono stati pari al 36,04% del numero di cause e al 29,85% del valore di causa; gli esiti favorevoli all’Agenzia delle entrate sono stati pari al 39,76% del numero di cause e al 47,19% del valore di causa; gli esiti favorevoli in parte ai contribuenti ed in parte all’Agenzia delle entrate sono stati pari al 7,63% del numero di cause e, infine, gli esiti rappresentati dall’estinzione del processo sono stati pari al 16,57% del numero di cause e al 22,96% del valore di causa.

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